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Conoscere sul serio - Martedì 29 Giugno



Non basta una vita per conoscere una persona. Quando pensi di aver capito già tutto, ti ritrovi a scoprire aspetti inediti del suo carattere che ti lasciano quantomeno perplesso, se non completamente spiazzato. Ad essere onesti, non potrebbe essere altrimenti; ogni uomo rimane un mistero anche per se stesso. 

Tuttavia, ci accade di faticare a comprendere chi abbiamo accanto anche perché siamo troppo bloccati da schemi e pregiudizi. Spesso lasciamo che il "sentito dire" ci condizioni così tanto da giudicare a priori qualcuno, senza provare a farne davvero esperienza diretta. Capita pure di proiettare a tal punto le nostre aspettative sull'altro da finire per vederlo esclusivamente per quello che noi vorremmo fosse, anziché per la persona che veramente è.

È successo finanche a Gesù, che veniva considerato dalla folla un grande profeta, un eccellente predicatore, un maestro di sapienza, un potente guaritore, un uomo di Dio... e chi più ne ha più ne metta! 

Di certo essere paragonati a Giovanni Battista, Elia o Geremia non può essere considerata un'offesa. Tuttavia, volere a tutti i costi incasellare la persona di Gesù e ricondurla a qualcosa di già visto e sentito, non può in alcun modo rendere ragione della sua grandezza, della sua unicità.

La beatitudine di Pietro sta proprio nel non lasciare che "la carne e il sangue", le precomprensioni, i giudizi o addirittura le chiacchiere altrui possano in qualche modo impedirgli di aprirsi ad una conoscenza personale di Cristo. Certamente la strada è lunga e tortuosa; Pietro stesso si troverà più volte in difficoltà, ma per una volta la premessa è quella giusta. 

Beati saremo anche noi se eviteremo di farci condizionare dai nostri pregiudizi e impareremo a lasciare che Dio si riveli a noi così com'è. Beati noi se sapremo vivere la stessa libertà anche nelle relazioni con i nostri fratelli.

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Il sole mi parla di te. 

La luna mi parla di te 

LUCE (TRAMONTI A NORD EST) - ELISA

https://youtu.be/tPwqOWK6EFw



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+ Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 16,13-19


In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».






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