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Visualizzazione dei post da marzo, 2021

Faccia lei il prezzo! - Mercoledì 31 Marzo

Di solito tutti vanno in cerca dell'offerta più conveniente. C'è chi compra e c'è chi vende; ciascuno spera nell'affare del secolo, ognuno vuole a tutti i costi massimizzare il suo profitto.  Il gioco tra domanda e offerta, si sa, è piuttosto complesso. Se la prima eccede la seconda, il costo della merce è destinato ad aumentare sensibilmente. Più un prodotto è raro e più il suo prezzo sale alle stelle. Addirittura, se si tratta di qualcosa considerato introvabile il suo valore diventa inestimabile; ciò che è unico non ha prezzo, quello a cui non si può rinunciare non può neanche essere venduto.  Quando, invece, l'offerta supera la domanda accade l'esatto contrario. Se si vuole vendere a tutti i costi qualcosa, il suo prezzo deve scendere pur di attirare nuovi compratori. Altrimenti si rischia che l'asta rimanga deserta e non si trovino acquirenti.  E se abbiamo deciso di volerci sbarazzare di qualcosa, di voler vendere a tutti i costi, saremo pronti a dar v

Buio pesto - Martedì 30 Marzo

Cala la notte e le tenebre avvolgono ogni cosa; Gesù è profondamente turbato. Sa bene che quella non è una cena come le altre, è consapevole che sta per vivere la sua ultima Pasqua, quella definitiva.  E mentre fuori è notte, nel cuore è buio pesto per Giuda. Sono crollate tutte le illusioni; non riconosce più l'uomo che aveva seguito. Le sue parole lo confondono, i suoi gesti lo scandalizzano.  Qualcosa in lui si è spezzato, ma la cosa più drammatica è che il traditore non ha alcuna intenzione di provare a rimettere insieme i pezzi. Proprio per questo è inutile attendere, non c'è più da tergiversare: «quello che vuoi fare, fallo presto».  Se solo, anche in quella notte, avesse cercato il primo bagliore di una nuova alba; se solo, mentre vagava nelle tenebre, si fosse ricordato che aveva ancora un posto dove tornare; se solo avesse ripensato alle parole del Maestro, alle innumerevoli volte in cui si era fermato a parlare con i suoi discepoli del Padre e della sua infinita miser

Un ladro poco gentiluomo - Lunedì 29 Marzo

Nella casa di Betania, in un clima di grande amicizia e familiarità, mentre stavano cenando, Maria si avvicina al Maestro. Gli occhi dei commensali sono fissi su di lei e tutti restano stupefatti nel vederla ungere i piedi di Gesù, con un profumo assai prezioso, e poi asciugarli con i suoi capelli. Qualcuno però protesta per tanto spreco.  E come avrebbe mai potuto Giuda comprendere il senso di quel gesto che parlava di un amore smisurato, privo di calcoli e senza alcuna pretesa di ricevere un tornaconto?  Chi vive da ladro si ritrova vittima del suo stesso gioco. La brama di possedere, che rende schiavi, lo spinge a trattenere ogni cosa per sé, sopraffatto dalla paura che qualcosa gli sfugga di mano. Allo stesso tempo è divorato dall'ingordigia ed è sempre pronto ad accaparrarsi con qualsiasi mezzo anche ciò che appartiene ad altri.  Certo non mancano ottime giustificazioni per agire così: non sanno farne l'uso corretto; tra le loro mani sarebbe un capitale sprecato; io saprei

Meglio cambiare musica? - DOMENICA DELLE PALME (Anno B)

Ci aveva provato in ogni modo, le aveva tentate davvero tutte, ma non c’era stato verso. A più riprese Gesù aveva rivolto ai suoi discepoli l’annuncio della passione ma, come si suol dire, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Hanno fatto finta di niente, hanno cercato di dissimulare e di cambiare argomento (Mc 10,35-37), senza alcun pudore, senza timore di sembrare inopportuni; c’è stato addirittura chi, come Pietro,   si è preso la briga di rimproverarlo (Mc 8,32). Ma come dargli torto? Nessuno ha voglia di ascoltare storie tristi; nessuno vuol sentir parlare di ingiustizie e abusi, dolori e guai, tradimenti e violenze, men che mai della morte. Siamo stanchi dei “profeti di sventura”, anche quando parlano di se stessi, perfino se quella sofferenza è il preludio ad una gioia più grande. Meglio cambiare musica! Ci vorrebbe qualcosa di leggero, anzi leggerissimo, per esorcizzare la paura e “non cadere dentro al buco nero che sta ad un passo da noi”. Eppure Gesù non sembra p

Nessun prezzo è troppo alto? - Sabato 27 Marzo

«Che cosa facciamo?». I capi dei sacerdoti e i farisei non possono nascondere oltre la loro preoccupazione; il sinedrio è in preda all'agitazione e al malcontento.  La situazione si è fatta critica, tutto sembra andare a ritoli. Le avevano tentate tutte, erano perfino scesi a compromessi, pur di salvare il salvabile. Avevano provato per una vita intera a tenere in piedi le istituzioni e le tradizioni del loro popolo, nonostante la dominazione romana, ed ora un uomo venuto da un villaggio sperduto stava rischiando di far crollare tutto.  Non era bastato redarguirlo, screditarlo, minacciarlo... non aveva voluto arrendersi in nessun modo. Ormai è inevitabile passare a soluzioni più drastiche: è necessario che quell'uomo venga sacrificato per salvare l'intera nazione dalla rovina. Non importa quanto sia alto il prezzo da pagare; per Caifa è possibile, anzi auspicabile, il sacrificio di una vita pur di non verder crollare i propri ideali.  E noi cosa saremmo disposti a sacrifica

Ogni scusa è buona - Venerdì 26 Marzo

«Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Quanta desolazione deve aver provato Gesù, quanto sconforto nel constatare che, ancora una volta, il cuore dei giudei resta chiuso.  Nulla riesce a smuoverli dalle loro posizioni, nulla sembra convincerli a cambiare atteggiamento. Continuano ad essere ostili, a cercare pretesti per fare polemica, ogni scusa è buona per accusarlo dei peggiori crimini: ha bestemmiato! Sono talmente accecati dalla rabbia da non riuscire a riconoscere le opere buone compiute dal maestro: i loro occhi sono incapaci di vedere il bene.  Eppure Gesù aveva scelto di rendere visibile l'amore del Padre attraverso gesti di prossimità e di cura. Aveva accolto tutti, senza distinzioni; si era chinato per guarire chi sperimentava la malattia e la sofferenza; aveva liberato chi era prigioniero del male; era stato capace di infondere fiducia e speranza in chi era smarrito e sfiduciato.  Niente di tutto questo sembra esse

Che storia! - Giovedì 25 Marzo (Annunciazione del Signore)

Storia di sogni e di attese, di incontri inaspettati che fanno capolino in una quotidianità aperta all'inedito, di sguardi che si incrociano e dicono più di mille parole, di domande e risposte, di cuori che si sono già scelti perché si appartengono fin dall'eternità. Una storia d'amore, nient'altro che una storia d'amore, di quelle vere però. La vicenda della fanciulla di Nazaret è anticipo della logica del Vangelo che si manifesterà pienamente in Cristo. È la rivoluzione che Maria stessa canterà nel magnificat. In lei piccolezza e umiltà, fragilità e povertà diventano epifania, cioè manifestazione, dell'Altissimo.  Nel disegno di Dio nulla è marginale; anche ciò che sembra piccolo e ininfluente diventa centrale nella misura in cui si consegna pienamente, senza riserve. Dall'istante esatto in cui qualcuno si fida e si affida tutto cambia.  Dio entra nella storia ma, in Maria, ci fa scoprire che "la storia siamo noi"... sono io, sei tu. E questo è v

Diventare liberi - Mercoledì 24 Marzo

"Diventerete liberi". Le parole di Gesù suonavano come un'offesa intollerabile per chi si vantava di essere discendente di Abramo, libero per diritto di nascita. Restano incomprensibili anche per noi quando riteniamo di identificare la libertà con la possibilità di fare quello che ci pare e piace, senza costrizioni né vincoli, senza obblighi né doveri.  Troppo spesso ci sentiamo oppressi dal peso di legami che sembrano limitare, in maniera talvolta asfissiante, la nostra vita. Ci capita di pensare di non poter trovare pace perché "disturbati" dalla presenza degli altri, di non poter essere davvero liberi perché costretti sempre a dar conto a qualcuno.  Gesù, invece, ribadisce che solo "se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero". Non possiamo trovare vera libertà fuori dalla relazione, anzi potremmo dire che non c'è libertà senza relazione: lontano da tutti non siamo più felici, siamo semplicemente più soli!  E tra tutte, la relazione fonda

Lassù o quaggiù? - Martedì 23 Marzo

«Dove vado io, voi non potete venire». Una cosa è certa: Gesù non è mai scontato. Per chi cerca di incasellarlo e rinchiuderlo negli angusti confini dei nostri schemi mentali, la sua parola e, ancora di più, la persona stessa di Cristo rappresentano uno "scandalo" continuo. Accade spesso ai giudei, talvolta agli stessi discepoli e, bisogna ammetterlo, succede anche a noi.  Lo abbiamo ascoltato rivolgere a tutti l'invito a seguirlo (Lc 9,23) e ora, invece, sembra affermare il contrario.  Lui stesso aveva detto: «beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!» (Mt 11,6). Beh, stavolta non ci ha reso le cose facili.  «Dove vado io, voi non potete venire». Lo dice ai giudei, lo ripeterà anche agli apostoli (Gv 13,33). Solo di fronte al l'insistenza di Simon Pietro, il maestro gli spiegherà che non è ancora giunto il momento: "mi seguirai più tardi". Per ora non è pronto a dare la vita, non perché non lo desideri, ma perché non ha ancora compreso che cosa

Pietre - Lunedì 22 Marzo

Era solo un pretesto, nulla di più. L'ennesima occasione per mettere alla prova Gesù e tentare a tutti i costi di screditarlo. Bisognava dimostrare pubblicamente che proprio lui, che aveva denunciato l'ipocrisia degli scribi e dei farisei, in realtà non era migliore di loro.  A nessuno importava di quella donna, di chi fosse davvero, né da dove venisse. Metterla lì nel mezzo, davanti agli occhi di tutti voleva dire identificarla con il suo peccato: è un'adultera, nient'altro! E così tutti erano pronti a lapidarla.  Chissà se stavano guardandosi attorno per scegliere la pietra più adatta, oppure invece avevano già le tasche piene di sassi, pronti all'occorrenza per essere scagliati contro il malcapitato di turno.  Gesù sceglie il silenzio, perché con la rabbia non si può dialogare, lei non vuol sentire ragioni. Di fronte all'insistenza però, Egli è costretto ad intervenire spostando l'obiettivo: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di

Il mio profilo migliore - V DOMENICA DI QUARESIMA (Anno B)

  Ormai lo conoscevano proprio tutti. Tanti lo avevano cercato, molti lo avevano guardato da vicino, alcuni da lontano, altri lo avevano osservato solo di nascosto. Ognuno si era portato via un’immagine: il guaritore, il predicatore, il maestro, il mangione e beone, il santone, l’amico delle prostitute e dei pubblicani, il folle, e chi più ne ha più ne metta. Ne era perfettamente consapevole Gesù, tanto che un giorno, a metà tra l’incuriosito e il perplesso, domandò ai suoi discepoli: «la gente, chi dice che io sia?» (Mc 8,27). Le risposte furono le più varie: la reincarnazione del Battista o di Elia, un grande profeta, e chissà cos’altro venne fuori… Sul momento se la cavò meglio Pietro; ma dopo poco si scoprirà che anche lui aveva idee piuttosto confuse. Ora ci risiamo, gli chiedono di “posare per l’ennesima fotografia”. Alcuni stranieri si rivolgono a Filippo e avanzano una richiesta: «vogliamo vedere Gesù». Beh, stavolta non è il caso di lasciarsi sfuggire l’occasione. Niente

Giù le mani - Sabato 20 Marzo

 «Volevano arrestarlo». Ormai non potevano più fare finta di nulla. Non bastava deriderlo, insinuando fosse un pazzo squilibrato, e neanche accusarlo di essere indemoniato. L'incontro con la persona del Cristo non può in alcun modo lasciare indifferenti. Potremo accoglierlo o rifiutarlo, scegliere di seguirlo oppure restare ancorati alle nostre false certezze. Ma non potremo pensare che tutto resti uguale a prima. I capi dei sacerdoti e i farisei erano ormai coscienti che l'insegnamento e le opere di Gesù avevano in sé una forza straordinaria, che non poteva in alcun modo essere imprigionata nei confini angusti di quella religiosità stanca e ripetitiva, fatta di regolette e tradizioni tutte umane, che si ostinavano ad insegnare e ad imporre come giogo sulle spalle dei piccoli. Bisognava fermarlo, evitare che facesse altri danni, che la situazione degenerasse. Eppure neanche le guardie riuscirono a mettere le mani su di lui: «mai un uomo ha parlato così!».  Un esercito disarmato

Dietro le quinte – SOLENNITÁ DI SAN GIUSEPPE (19 Marzo)

  La storia sembrerebbe appartenere esclusivamente ai protagonisti, agli attori principali, a coloro che (nel bene o nel male) si prendono il centro della scena. Per la memoria collettiva solo loro sembrano avere il diritto di essere ricordati; tutti gli altri, invece, paiono svanire nel nulla, quasi a dissolversi sullo sfondo, mentre in primo piano le vicende si susseguono rapidamente, senza lasciare spazio alcuno per le semplici comparse. Eppure dietro le quinte di ogni palcoscenico, dal più umile al più prestigioso, ci sono coloro che lavorano senza sosta per far sì che lo spettacolo possa andare in scena. In un certo senso si ritraggono, scelgono di stare un passo indietro, per lasciare spazio ad altri. Credo sia esperienza condivisa. Dietro le nostre conquiste e i nostri successi si nascondono l’amore, la dedizione, il sacrificio e il lavoro di altri che, “in ogni senso, hanno creduto, cercato e voluto che fosse così”. È quello che fa un padre.  Ci sono persone capaci di silen

Non c'è peggior cieco... - Giovedì 18 Marzo

Mentre tutto attorno rende testimonianza a Gesù, c'è chi sembra restare totalmente chiuso a qualsiasi confronto.  A poco servono le parole del Battista, da tutti considerato un grande profeta; non bastano i segni straordinari che si compiono davanti ai loro occhi: "i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella" (Lc 7,22); neanche la voce del Padre, che riconosceva Gesù come il Figlio prediletto, l'amato, è riuscita a far breccia nei loro cuori induriti. Si sentivano custodi di una sapienza millenaria, proprietari di una verità granitica, da difendere ad ogni costo, contro tutto e tutti. Ingannavano perfino se stessi, affannandosi a scrutare le scritture, senza però lasciarsi in alcun modo interrogare o istruire da esse. Non cercavano altro che conferme e si sa che spesso si finisce per trovare solo quello che si sta cercando. Al massimo, "ricevono gloria

Fregare la morte - Mercoledì 17 Marzo

L'opera di Dio non conosce battute di arresto. Per il Padre come per il Figlio, è sempre il tempo opportuno per agire in vista della salvezza dell'uomo. « Viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno ».  Oggi, più che mai, sento che questa parola così forte e autorevole è pronunciata sulla nostra vita, viene ripetuta proprio per noi che proviamo in ogni modo a sentirci vivi, quando in realtà dentro siamo, troppo spesso, già morti da un pezzo.  Sui nostri volti si leggono i segni del tempo che è passato, carico di promesse infrante e di buone intenzioni mai davvero compiute; siamo stati feriti più volte, soprattutto alle spalle; sentiamo le forze venire meno, abbiamo già collezionato innumerevoli sconfitte e cadute, ma stavolta ci sembra davvero difficile rialzarci. Non basta un po' di trucco, non serve indossare una maschera, la nostra condizione non può essere nascosta: « posso contare tutte le mie

Al posto tuo - Martedì 16 Marzo

Ha atteso per lunghi anni, trentotto per la precisione, che una mano amica lo aiutasse a rialzarsi e a trovare un modo per venir fuori da quella malattia che era diventata una vera prigione. Avrà incrociato lo sguardo di mille passanti, sperando che quegli occhi mostrassero compassione verso di lui.  Nei primi tempi, forse, qualcuno ancora si ricordava di lui, della sua storia, della sua famiglia, dell'origine della sua malattia. Ma col passare degli anni nessuno più avrà fatto caso alla sua presenza, era diventata triste consuetudine; per tutti non era altro che un poveraccio senza speranza, avranno dimenticato perfino il suo nome.  E chissà se egli stesso se ne ricordava, se era ancora consapevole di essere altro rispetto al male che lo affliggeva da troppo tempo. Di certo c'è che se per lui prevale la rassegnazione e si trova a sperimentare il dramma dell'isolamento causato dalla malattia («non ho nessuno»), per uno sconosciuto non è possibile che quella storia si conclu

Una scommessa vincente - Lunedì 15 Marzo

Che prezzo ha la fiducia? C'è chi la vende a buon mercato, sperando in un guadagno con l'interesse; salvo poi esporre il solito cartello: "per colpa di qualcuno, credito a nessuno", non appena incappa in qualche delusione. Altri invece preferiscono trattarla come merce rarissima, da custodire gelosamente e riservare a pochi eletti, che potranno accedervi solo dopo innumerevoli prove e continue verifiche in itinere.  Comunque sia, è inutile ingannarci, la sapienza biblica ce lo insegna: il cuore dell'uomo è un abisso (Sal 64,7). A poco serve cercare di colmarlo in qualche modo; è un'impresa impossibile provare a mettere a tacere l'eco delle nostre insicurezze. Per quante conferme possiamo cercare e trovare, ci sarà sempre il tarlo di un dubbio che ci scava dentro e prova a far sgretolare anche le più granitiche convinzioni. Inutile allora ostinarsi a cercare segni, a voler trovare a tutti i costi le garanzie che ci permettano di eliminare completamente ogni