Passa ai contenuti principali

Una giustizia sbilanciata - Venerdì 26 Febbraio


"Non è affatto giusto!". Quello che ci chiede Gesù sembra davvero irrealizzabile. Come fare a superare la giustizia di chi, come scribi e farisei, osserva in maniera quasi maniacale ogni regola e ogni precetto, di chi è irreprensibile di fronte alla legge? Perché proporci una meta così alta, quando conosce benissimo le nostre fragilità, quando le nostre incoerenze e le innumerevoli trasgressioni sono così evidenti? 

Se ci viene chiesto di superare la giustizia di chi, almeno formalmente, rispetta tutte le regole è perché Gesù sa meglio di noi che osservare le norme non basta per compiere davvero il bene. "Fatta la legge, trovato l'inganno". I modi per agirare le regole sono tanti e in questo siamo diventati tutti molto esperti. 

È necessario andare oltre. Non è questione di quantità. Non di tratta di perfezionare l'osservanza e ridurre al minimo le trasgressioni, fino ad azzerarle. È in gioco la qualità della nostra giustizia. 

Siamo chiamati a mettere da parte i calcoli, le misurazioni al millimetro, le valutazioni col bilancino, per scegliere una "giustizia sbilanciata", capace di vivere l'amore senza misura, quello che continuamente custodisce, scusa, promuove l'altro; quello che non si stanca mai di fare il primo passo; quello che non bada a spese e non ha paura di condonare debiti, perché le regole e i principi non vengono mai prima delle persone.

___________________________

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 5,20-26


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».



Commenti

Post popolari in questo blog

UNA CONOSCENZA PERSONALE -Giovedì 17 Febbraio 2022

Gesù continua a porre domande ai suoi discepoli. Vuole aiutarli a lasciare emergere dubbi e certezze, attese e paure… insomma tutto quanto abita i loro cuori. Quei pensieri hanno bisogno di venire alla luce per essere purificati, cioè guardati con chiarezza e, quindi, verificati. La domanda di oggi è chiara e diretta: «Ma voi, chi dite che io sia?». Non è un caso che a rispondere sia Pietro, proprio colui il quale più tardi affermerà: «Non conosco quest'uomo» (Mc 14,71). Lo stesso a cui, infine, il Maestro chiederà: «Mi ami?» (Gv 21,15). Ma non era ancora quello il tempo per una domanda tanto impegnativa. Non si può amare chi non si conosce davvero. Non è un caso, infatti, che spesso l’amore entri in crisi (e per qualcuno addirittura svanisca all’improvviso) quando si scoprono aspetti inediti delle persone che ci stanno accanto e si finisce per pensare di non conoscerle affatto. Ma quali sono i passaggi da effettuare, quali gli elementi fondamentali che è necessario acquisire p...

La parola migliore è quella non detta - VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE)

Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Di fronte alle accuse, all'ingiustizia e alla meschinità di quegli uomini, decise che era giunto il momento di mettere a tacere le parole e rimanere in silenzio. Mentre Pilato lo interrogava e le folle gridavano sempre più forte, mentre si alzava la voce dei capi del suo stesso popolo che volevano a tutti i costi ottenere quella condanna, la più ingiusta che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto, non disse più alcuna parola. Quanto pesa questo silenzio, quanto ci scandalizza il silenzio di un Dio che non strepita né urla di fronte al male, che non si scaglia con violenza contro l'ingiustizia, che sembra non combattere per opporsi alla crudeltà e pare scegliere invece di deporre le armi. Ancora oggi il silenzio di Dio di fronte al grido di dolore di un'umanità oppressa dal male, sfinita, confusa e disorienta...

ESPRIMI UN DESIDERIO - Venerdì 4 Febbraio 2022

«Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Di fronte a una promessa del genere, la figlia di Erodiade appare quasi confusa, disorientata. A prima vista potrebbe sembrare davvero strano che potendo chiedere tutto (quasi si trovasse davanti al genio della lampada), lei non sappia esprimersi e abbia bisogno di rivolgersi alla madre. Erodiade invece sa bene come sfruttare quell’occasione, non mostra esitazioni. La donna dimostra di non avere per niente a cuore il bene della figlia, ma di cercare solo il proprio interesse, anche quando perseguirlo significa chiedere la testa di un’innocente.  Se tuttavia riflettiamo meglio, ci renderemo conto che spesso anche noi siamo disorientati, perché non conosciamo a fondo ciò che davvero è bene per la nostra vita, facciamo fatica a comprendere con chiarezza e a dare un nome a ciò che portiamo nel cuore, confondiamo bisogni e desideri. A volte avvertiamo un vero e proprio conflitto interiore e rischiamo di las...