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La rivoluzione copernicana - Mercoledì 3 Marzo


Che male c'è? In fondo, siamo abituati a vederci superare continuamente da persone che trovano sempre un modo per passarci avanti. Che sia in fila alla posta, dal medico o al supermercato, oppure in una delle tante classifiche che vengono stilate giorno per giorno, la storia non cambia. 

E allora perché non approfittare se, almeno per una volta, siamo noi a poter ottenere qualche vantaggio e raggiungere finalmente il tanto agognato primo posto?

In un mondo in cui sembra "normale" usare qualsiasi mezzo, che sia lecito oppure no, per arrivare ad ottenere quanto desideriamo e siamo pronti a sacrificare gli altri pur di scalare le classifiche e tenerci stretti i successi raggiunti, Gesù ci mostra tutta un'altra strada e decide di rimettere in palio la corona. 

Egli, infatti, «non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo» (Fil 2,6-7). Non lo fa per dimostrare ancora una volta la propria superiorità, ma per abbassarsi a tal punto da poter innalzare noi. Se non è amore questo! 

È una questione di prospettiva. Dio la ribalta completamente, opera un capovolgimento, una sorta di rivoluzione copernicana per insegnarci che certe classifiche vanno lette dal fondo, perché chi sceglie di farsi servo, di occupare l'ultimo posto per amore, è il vero vincitore. 

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Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 20,17-28


In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».



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