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Sul filo del rasoio - Lunedì 8 Marzo


A un passo dal precipizio. È lì che viene condotto Gesù, spinto dalla gente che lo aveva ascoltato nella sinagoga di Nazaret. 

Le sue parole erano state dure, volevano scuotere dal torpore quei cuori increduli, incapaci di riconoscere che Dio stava visitando il suo popolo in un modo tutto nuovo. 

E invece alle orecchie di quella gente suonavano come delle offese inaccettabili; sembravano la prova dell'alto tradimento di chi, rinnegando le sue origini, non soltanto non lodava i "suoi" e si permetteva di invitarli alla conversione ma, al tempo stesso, ricordava loro la predilezione del Padre per le vedove e per gli stranieri. 

In fondo, un conto è fare bei proclami di solidarietà, altro è privilegiare gli ultimi quando anche noi ci sentiamo in diritto di pretendere un aiuto. 

Gesù si trova ormai sul ciglio, sul filo del rasoio, lì dove le storie volgono al termine, dove a noi sembra che non ci sia più niente da salvare, che convenga buttare via tutto e sbarazzarsi in fretta di quello che ci infastidisce e ci inquieta. 

E invece Gesù riparte da lì, passa in mezzo a loro senza far rumore, si mette alle spalle quel frastuono. Nonostante la fatica e la delusione, per lui è sempre possibile ricominciare, anche quando pensi di essere arrivato al limite. Nulla è ancora perduto; non è mai troppo tardi per fare un altro tentativo e riprendere il cammino. 

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Dal Vangelo secondo Luca

Lc 4,24-30


In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».

All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.



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