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Di corsa - Lunedì 5 Aprile


Ogni cosa riprende vigore, tutto si rimette in moto... È giunto il momento per quelle donne di asciugarsi le lacrime e di lasciare il sepolcro. Non c'è più tempo da perdere; finalmente è possibile ripartire, rimettersi in cammino, riprendere la corsa.

La vita diventa un canto di gioia... quando tutto sembrava finito e invece improvvisamente si aprono davanti a te sentieri nuovi; quando finalmente abbandoni i vicoli ciechi e cominci a correre nella direzione giusta; quando ti accorgi che è possibile ricominciare sempre, anche dopo le più grandi cadute; quando scopri che non sei fatto per le tenebre ma per la luce.

E se ancora rimane qualche ombra, se i fantasmi del passato potrebbero far riemergere vecchie paure, è il Gesù stesso a venirci incontro per ripeterci una volta ancora: «Non temete».

La Risurrezione comincia fin da subito a far sentire i suoi effetti e a contagiare tutti, o quasi... 

C'è ancora chi si ostina a voler soffocare quel canto, a tentare di sommergerlo con un cumulo di bugie. C'è chi vorrebbe farci credere che si tratta solo di un inganno, di una pura illusione. Che la realtà è diversa e non c'è via d'uscita.

Ma la gioia pasquale è troppo grande per poter essere trattenuta. Abbatte le barriere, oltrepassa i confini, si radica nei cuori. Diventa dolce sinfonia che sostiene il nostro canto, mentre innumerevoli voci si innalzano per far risuonare in ogni angolo della terra l'annuncio della salvezza.

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Corro nel vento e canto

IO CANTO - RICCARDO COCCIANTE (LAURA PAUSINI) 

https://youtu.be/VR4wG2_2XiI

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Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 28,8-15


In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.



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