Passa ai contenuti principali

Fare la differenza - Sabato 8 Maggio


Amare ciò che appare simile a noi e odiare ciò che è diverso... sembrerebbe un istinto naturale, un riflesso quasi incondizionato. Le parole di Gesù raccontano in maniera estremamente efficace proprio di questa dinamica: i suoi discepoli non appartengono al mondo e per questo il mondo non li riconosce, li rigetta come un corpo estraneo e li odia, proprio come ha odiato Gesù prima di loro. 

La "Lettera a Diogneto", uno dei più antichi e importanti testi della cristianità, sostiene infatti che i cristiani: "trascorrono la loro vita sulla terra, ma la loro cittadinanza è quella del cielo [...]. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono sconosciuti eppure condannati [...]. In una parola i cristiani sono nel mondo quello che è l'anima nel corpo. [...] L'anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo. Anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo". 

I discepoli di Gesù sono chiamati a dire una "differenza" rispetto alle logiche che guidano il mondo, guai se questo non avvenisse. San Paolo esortava i primi cristiani a non conformarsi a questo mondo (Rm 12,2), a non prenderne la forma, a non accomodarsi su logiche e stili che sono lontani dal disegno di Dio. Non si tratta si prendere le distanze da ciò che è umano, tutt'altro. 

Proprio quelle logiche che noi bolliamo come estremamente umane, perché raccontano le nostre incoerenze e contraddizioni, i sotterfugi e le paure, l'ipocrisia e le menzogne, in realtà si rivelano profondamente disumane. 

Dio ci chiede di "fare la differenza" rispetto al mondo, per riaffermare ciò che è autenticamente umano e ciò che invece non lo è affatto. Dio ci ha "scelti dal mondo" perché ha riconosciuto ancora in noi l'impronta della sua opera , quell'immagine che non può essere in alcun modo cancellata. 

A noi è affidata la responsabilità di accettare anche il rischio dell'incomprensione e del rifiuto, per  accogliere l'impegno a crescere in questa somiglianza con il Padre ed essere davvero capaci di rimanere umani in un mondo sempre più disumano. 

______

Vieni qua, vieni qua, io ti volevo bene. 

Ma riparlarne è inutile, inutile,

non ha più senso pensarti, capire, 

provare o sparire. 

L'AMORE SI ODUA - FIORELLA MANNOIA & NOEMI

https://youtu.be/MUWl1LDQFfk

______

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 15,18-21


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».



Commenti

Post popolari in questo blog

La parola migliore è quella non detta - VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE)

Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Di fronte alle accuse, all'ingiustizia e alla meschinità di quegli uomini, decise che era giunto il momento di mettere a tacere le parole e rimanere in silenzio. Mentre Pilato lo interrogava e le folle gridavano sempre più forte, mentre si alzava la voce dei capi del suo stesso popolo che volevano a tutti i costi ottenere quella condanna, la più ingiusta che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto, non disse più alcuna parola. Quanto pesa questo silenzio, quanto ci scandalizza il silenzio di un Dio che non strepita né urla di fronte al male, che non si scaglia con violenza contro l'ingiustizia, che sembra non combattere per opporsi alla crudeltà e pare scegliere invece di deporre le armi. Ancora oggi il silenzio di Dio di fronte al grido di dolore di un'umanità oppressa dal male, sfinita, confusa e disorienta...

Il mio profilo migliore - V DOMENICA DI QUARESIMA (Anno B)

  Ormai lo conoscevano proprio tutti. Tanti lo avevano cercato, molti lo avevano guardato da vicino, alcuni da lontano, altri lo avevano osservato solo di nascosto. Ognuno si era portato via un’immagine: il guaritore, il predicatore, il maestro, il mangione e beone, il santone, l’amico delle prostitute e dei pubblicani, il folle, e chi più ne ha più ne metta. Ne era perfettamente consapevole Gesù, tanto che un giorno, a metà tra l’incuriosito e il perplesso, domandò ai suoi discepoli: «la gente, chi dice che io sia?» (Mc 8,27). Le risposte furono le più varie: la reincarnazione del Battista o di Elia, un grande profeta, e chissà cos’altro venne fuori… Sul momento se la cavò meglio Pietro; ma dopo poco si scoprirà che anche lui aveva idee piuttosto confuse. Ora ci risiamo, gli chiedono di “posare per l’ennesima fotografia”. Alcuni stranieri si rivolgono a Filippo e avanzano una richiesta: «vogliamo vedere Gesù». Beh, stavolta non è il caso di lasciarsi sfuggire l’occasione. Nie...

Arrabbiato da morire - Mercoledì 30 Giugno

Erano venuti fuori dai sepolcri, ma si erano portati la morte nel cuore. Quei demoni che avevano reso schiavi i due uomini incontrati da Gesù rappresentavano un grande pericolo per gli altri, ma anche per se stessi. La loro era una furia cieca, una rabbia incontrollabile.  Avevano iniziato spaventando e assalendo i passanti, diventando per loro un ostacolo insormontabile lungo il cammino, al punto "che nessuno poteva passare per quella strada"; finiranno col distruggere un'intera mandria di porci che, a causa loro, si getteranno "giù dalla rupe nel mare" e moriranno affogati nelle acque. Nel mezzo si scagliano anche contro Gesù: «che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». Sembra che incontrare Gesù per chi è pieno di rancore e di odio, per chi è schiavo del male, sia un vero tormento. Fino a quando riesci a tenerlo lontano, puoi anche continuare ad abitare tra le tombe, nei luoghi della morte; puoi provare a nasconderti dietr...