Passa ai contenuti principali

Le esigenze dell'amore - Giovedì 6 Maggio


"Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi". Davvero un amore grande quello che ci viene descritto dalle parole di Gesù e di cui siamo destinatari. Non soltanto quello di un padre o di una madre qualsiasi verso un figlio, che già di per sé sarebbe qualcosa di davvero grande, ma quello del Padre misericordioso nei confronti del Figlio unigenito. 

Dio, che è Amore (1Gv 4,8), ci dona tutto se stesso nel Figlio, senza condizioni, senza esitazioni, conoscendo come unica misura possibile quella della totalità: "La misura dell'amore è amare senza misura" (S. Agostino). 

Si tratta di un amore che abilita ad amare. Il Figlio non soltanto ci ama nel modo in cui è amato dal Padre ("come"), ma può amarci proprio in quanto prima è stato amato da Lui. È l'esperienza di essere amati in maniera autentica, incondizionata e radicale che ci consente di imparare ad amare nella verità, e proprio per questo genera responsabilità. 

L'amore è esigente perché desidera tirare fuori (exigere: ex-agere) il meglio sia da chi ama, che da chi è amato. Quando sant'Agostino scrive "ama e fa’ ciò che vuoi" ha come riferimento questo amore e non altri. Un amore non "a modo mio", ma "al modo di Dio" ("come il Padre ha amato me"); un amore che non si accomoda, che non si accontenta di fare bene il compitino, di ridurre al massimo lo sforzo. È questo l'unico amore autentico; tutti gli altri sono surrogati, volgari imitazioni. 

L'osservanza dei comandamenti allora è motivata dall'amore che è stato riversato nei nostri cuori. Non un peso che grava sulle nostre spalle, ma un'esigenza naturale per chi vive di quest'amore ricevuto, un amore che non può essere in alcun modo trattenuto per se stessi e chiede di essere donato senza misura.

______

L’amore ha i suoi comandamenti.

UN MONDO D'AMORE - GIANNI MORANDI

https://youtu.be/2c_xoz1gCgU

______

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 15,9-11


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».



Commenti

Post popolari in questo blog

La parola migliore è quella non detta - VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE)

Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Di fronte alle accuse, all'ingiustizia e alla meschinità di quegli uomini, decise che era giunto il momento di mettere a tacere le parole e rimanere in silenzio. Mentre Pilato lo interrogava e le folle gridavano sempre più forte, mentre si alzava la voce dei capi del suo stesso popolo che volevano a tutti i costi ottenere quella condanna, la più ingiusta che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto, non disse più alcuna parola. Quanto pesa questo silenzio, quanto ci scandalizza il silenzio di un Dio che non strepita né urla di fronte al male, che non si scaglia con violenza contro l'ingiustizia, che sembra non combattere per opporsi alla crudeltà e pare scegliere invece di deporre le armi. Ancora oggi il silenzio di Dio di fronte al grido di dolore di un'umanità oppressa dal male, sfinita, confusa e disorienta...

Il mio profilo migliore - V DOMENICA DI QUARESIMA (Anno B)

  Ormai lo conoscevano proprio tutti. Tanti lo avevano cercato, molti lo avevano guardato da vicino, alcuni da lontano, altri lo avevano osservato solo di nascosto. Ognuno si era portato via un’immagine: il guaritore, il predicatore, il maestro, il mangione e beone, il santone, l’amico delle prostitute e dei pubblicani, il folle, e chi più ne ha più ne metta. Ne era perfettamente consapevole Gesù, tanto che un giorno, a metà tra l’incuriosito e il perplesso, domandò ai suoi discepoli: «la gente, chi dice che io sia?» (Mc 8,27). Le risposte furono le più varie: la reincarnazione del Battista o di Elia, un grande profeta, e chissà cos’altro venne fuori… Sul momento se la cavò meglio Pietro; ma dopo poco si scoprirà che anche lui aveva idee piuttosto confuse. Ora ci risiamo, gli chiedono di “posare per l’ennesima fotografia”. Alcuni stranieri si rivolgono a Filippo e avanzano una richiesta: «vogliamo vedere Gesù». Beh, stavolta non è il caso di lasciarsi sfuggire l’occasione. Nie...

Arrabbiato da morire - Mercoledì 30 Giugno

Erano venuti fuori dai sepolcri, ma si erano portati la morte nel cuore. Quei demoni che avevano reso schiavi i due uomini incontrati da Gesù rappresentavano un grande pericolo per gli altri, ma anche per se stessi. La loro era una furia cieca, una rabbia incontrollabile.  Avevano iniziato spaventando e assalendo i passanti, diventando per loro un ostacolo insormontabile lungo il cammino, al punto "che nessuno poteva passare per quella strada"; finiranno col distruggere un'intera mandria di porci che, a causa loro, si getteranno "giù dalla rupe nel mare" e moriranno affogati nelle acque. Nel mezzo si scagliano anche contro Gesù: «che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». Sembra che incontrare Gesù per chi è pieno di rancore e di odio, per chi è schiavo del male, sia un vero tormento. Fino a quando riesci a tenerlo lontano, puoi anche continuare ad abitare tra le tombe, nei luoghi della morte; puoi provare a nasconderti dietr...