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Mai più senza... - V DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

 

"Tutti sono utili, nessuno è indispensabile". Lo ripetiamo spesso, ma non sempre ce ne ricordiamo. Ci capita di sentirci insostituibili; siamo convinti non soltanto di fare la differenza, ma che da noi dipenda in senso assoluto la buona riuscita di qualsiasi progetto, soprattutto di quelli più importanti. Ci pensa la vita a riportarci con i piedi per terra e a rammentarci che ciascuno è chiamato a fare la sua parte, ma nessuno può pretendere di essere imprescindibile. Un discorso che vale per tutti…

Tutti, tranne uno. Gesù “la tocca piano”, come si suol dire, sceglie cioè di evitare giri di parole e spara una sentenza inappellabile: "Senza di me non potete fare nulla". Non si tratta semplicemente di rivendicare l'impossibilità di realizzare grandi imprese o di compiere le “opere del Padre” (Gv 10,37). Non ci troviamo neanche di fronte a un giudizio etico volto a classificare come corrette solo le azioni compiute in comunione con Lui e a bollare come sbagliate tutte le altre.

L'affermazione di Gesù è in realtà ancora più radicale: ciò che proviamo a fare senza di lui è nulla, non ha consistenza, "vanità delle vanità" direbbe il Qoèlet . E chi di noi non ha già fatto questa esperienza mille volte? I nostri discorsi non sono altro che fiumi di parole disposte a caso per non raccontare nient’altro che delusione e insofferenza, fallimenti e recriminazioni, se non si nutrono di una Speranza certa. Le nostre azioni risultano essere svuotate di senso, ipocrite, volte solo a raccogliere ammirazione, consenso e ricompense, se non sono sostenute dalla Carità di Cristo. Le relazioni che viviamo si rivelano soltanto strumentali e interessate, piene di inganni, sotterfugi e sospetti, se non si alimentano della Fede/fiducia vera. Senza di Lui non possiamo fare niente, siamo dei “buoni a nulla”, non serviamo ad altro che a essere presi e gettati via... e in questo siamo diventati più che esperti.

E così spesso finiamo per scottarci, a volte addirittura ci bruciamo e, insieme a noi, bruciamo anche sogni e speranze, attese e potenzialità. Facciamo presto a gettarci via, presi dalla smania di ardere anche solo per un istante, nell’illusoria ricerca di un'esperienza che ci esima dalla fatica di “rimanere” lì dove si vive il tempo lento dell'attesa, lì dove è necessario lasciare che l’agricoltore continui a zappare e concimare, lì dove bisogna accettare anche di essere potati per diventare veramente fecondi. Mentre sembra che le stagioni si susseguano lente e sempre uguali a se stesse, la linfa scorre per raggiungere i tralci, fino all'estremità, perché lì tra le foglie possa cominciare a maturare quel frutto tanto atteso. 

Non ci è data alternativa, non c'è altra strada per rendere feconda la nostra esistenza: "chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto". Possiamo scegliere di staccarci dalla “vera vite” ma, così facendo, non potremo evitare di diventare rami secchi e sterili. Le parole con cui Gesù ci invitano a dimorare in Lui però ci rivelano, ad un tempo, qualcosa che a prima vista potrebbe esserci sfuggito.

Al rovescio, mi accorgo che se io non posso portare frutto senza rimanere in Lui, Dio sceglie di portare frutto solo attraverso di me. La vite non fa a meno dei tralci, ma li rende fecondi perché possano produrre i grappoli d'uva. L’uomo non può nulla se non rimane in Dio; Dio sceglie di fare tutto attraverso la nostra umanità.

È come quando giochi una partita di calcio… l’intera squadra lavora per costruire la migliore azione possibile, affida il pallone al suo uomo più talentuoso che procede verso l’area di rigore scartando tutti gli avversari, portiere compreso e poi, anziché tirare a rete, ti fornisse un assist perfetto e a te non resta altro da fare che spingere la palla oltre la linea di porta ed esultare.

Si, perché il desiderio di Dio è che tu possa gustare la gioia di portare frutto, di andare a bersaglio, di fare gol… e magari spera che ti ricorderai non soltanto di andare a festeggiare sotto la curva, vantandoti coi tifosi per aver segnato la rete decisiva, ma anche di girarti verso quel compagno che ha fatto tutto il lavoro e poi sul più bello ha deciso di metterti nelle condizioni di segnare, di correre ad abbracciarlo perché senza di lui non avresti potuto mettere a segno quel gol.

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Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv  15,1-8


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

___________________

With or Without You

U2

 https://youtu.be/ujNeHIo7oTE

 

See the stone set in your eyes

See the thorn twist in your side

I'll wait for you

Sleight of hand and twist of fate

On a bed of nails, she makes me wait

And I wait without you

 

With or without you

With or without you

 

Through the storm, we reach the shore

You give it all but I want more

And I'm waiting for you

 

With or without you

With or without you, ah, ah

I can't live

With or without you

 

And you give yourself away

And you give yourself away

And you give

And you give

And you give yourself away

 

My hands are tied

My body bruised, she got me with

Nothing to win and

Nothing left to lose

 

And you give yourself away

And you give yourself away

And you give

And you give

And you give yourself away

 

With or without you

With or without you, oh

I can't live

With or without you

Oh, oh

Oh, oh

With or without you

With or without you, oh

I can't live

With or without you

With or without you

 

___

 

Guarda la pietra incisa nei tuoi occhi

Guarda la spina torcersi nel tuo fianco

Ti aspetterò

Gioco di mano e scherzo del destino

Su un letto di chiodi lei mi fa aspettare

E aspetterò senza di te

 

Con o senza di te

Con o senza di te

 

Nella tempesta raggiungiamo la riva

Tu dai tutto, ma io voglio di più

E ti sto aspettando

 

Con o senza te

Con o senza di te

Non posso vivere

Con o senza di te

 

E ti dai via

E ti dai via

E tu dai, e tu dai

E ti dai via

 

Le mie mani sono legate

Il mio corpo graffiato, lei mi ha lasciato

Senza niente da vincere e nulla mi resta da perdere

 

E ti dai via

E ti dai via

E tu dai, e tu dai

E ti dai via

 

Con o senza di te

Con o senza di te

Non posso vivere

Con o senza di te

 

Oh, oh, oh

 

Con o senza di te

Con o senza di te

Non posso vivere, con o senza di te

Con o senza di te



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