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O stagione beata - DOMENICA DI PENTECOSTE (ANNO B)

 

C’è qualcosa di diverso nell’aria, sta soffiando un vento nuovo. Per ora è soltanto una brezza leggera, a momenti impercettibile. Quasi non ti accorgi che ci sia, potresti perfino dimenticartene se non le presti la dovuta attenzione. Tra poco però quel timido alito di vento salirà impetuoso e sembrerà sul punto di travolgere tutto. Trovarsi in quell’istante che fa da spartiacque tra la quiete e la tempesta, che divide la calma dalla bufera, è davvero strano, una sensazione tutt’altro che facile da decifrare.

Faticano a crederci gli apostoli. In fondo hanno fatto di dubbi e tentennamenti il loro pane quotidiano. Si erano sentiti spesso confusi e disorientati in quei tre anni che hanno trascorso gomito a gomito con il Maestro. Non a caso Egli stesso deciderà di dar loro una tregua. “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”. Poverini, proprio non ce la fanno, avrà pensato Gesù tra sé e sé... meglio essere pazienti e aspettare tempi migliori... arriverà una nuova stagione, cambierà il vento e allora capiranno. Lo spirito vi spiegherà ogni cosa e “vi guiderà a tutta la verità”. Ma fino a quel momento i dubbi sono rimasti, non hanno mai abbandonato il loro cuore, né sotto lo croce, né la sera di Pasqua, e neanche quando Gesù si trova sul punto di salire al Padre. Si gettano ai suoi piedi e lo adorano sì, eppure ancora dubitano.

Mentre tutto appare fermo, immobile, mentre ogni cosa sembra essere dannatamente uguale a ieri, in realtà tutto sta mutando e guai a chi non se ne accorge. Quando soffia il vento del cambiamento c’è chi si affretta a costruire muri, chi cerca riparo, chi resta arroccato sulle proprie posizioni. La paura fa questo e molto altro. Si erano barricati in quel cenacolo, il luogo della memoria, quello in cui avevano vissuto nell’intimità più profonda l’esperienza di un amore tanto grande da farsi infinitamente piccolo, un amore che si china fino a terra per servire. Ma adesso quei ricordi erano diventati solo fonte di dolorosi rimpianti.

Non avevano lasciato nemmeno uno spiraglio, tanto che il Risorto era stato costretto ad entrare “a porte chiuse” (Gv 20,26). Erano lì a sperare che non fosse accaduto davvero, che quella stagione di sogni ed attese, di entusiasmo e di speranze, non avesse conosciuto il venerdì santo, non avesse ricevuto un marchio indelebile, non fosse stata segnata dalla croce.

Da lì in poi nulla poteva essere più come prima. Ma per quei discepoli questo non poteva significare che una cosa soltanto: dalla croce non si può più guardare avanti, si può solo volgere lo sguardo indietro, vivere di rimpianti e recriminazioni, piangere sul latte versato, pensare alle tante possibilità sprecate. “Se penso a come ho speso male il mio tempo, che non tornerà... ne abbiamo avute di occasioni”. E noi, come gli apostoli, lì con i nostri “ma” e con i nostri “se”, a ripeterci che tutto è ormai perduto, quando invece la vita va avanti, va oltre (anche oltre la morte) e rinasce.

Ma quando soffia il vento del cambiamento, quello che annuncia una stagione nuova, c’è anche chi costruisce mulini, chi sa orientare le proprie vele per lasciarsi sospingere da una forza mai sperimentata prima. C’è chi non si ostina a remare controvento, ma sa accogliere la novità come un’opportunità. C’è anche chi non si chiude nel proprio dolore, chi non ha paura di ricominciare, di rialzarsi dopo l’ennesima caduta. Solo lo Spirito ci potrà dischiudere quest’orizzonte nuovo, ci “annuncerà le cose future”. Non ripeterà stancamente le cose del passato, non ci lascerà più cedere allo sconforto, ma annuncerà soluzioni nuove, aprirà strade inesplorate, ci farà ascoltare un linguaggio mai udito prima.

La Pentecoste inaugura un tempo nuovo. È “la stagione dell’amore”, che “viene e va”. Come il vento che “soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3,8). “La stagione dell'amore tornerà, con le paure e le scommesse. […] Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore. Nuove possibilità”.

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 15,26-27; 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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La Stagione dell’Amore

Franco Battiato

 https://youtu.be/J1IT9WqI7zA

 

La stagione dell'amore viene e va
I desideri non invecchiano quasi mai con l'età
Se penso a come ho speso male il mio tempo
Che non tornerà, non ritornerà più

La stagione dell'amore viene e va
All'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà
Ne abbiamo avute di occasioni
Perdendole, non rimpiangerle, non rimpiangerle mai

Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore
Nuove possibilità per conoscersi
E gli orizzonti perduti non si scordano mai

La stagione dell'amore tornerà
Con le paure e le scommesse
Questa volta quanto durerà
Se penso a come ho speso male il mio tempo
Che non tornerà, non ritornerà più

Ne abbiamo avute di occasioni
Perdendole, non rimpiangerle, non rimpiangerle mai

Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore
Nuove possibilità per conoscersi
E gli orizzonti perduti non si scordano mai

La stagione dell'amore viene e va
I desideri non invecchiano quasi mai con l'età
Ne abbiamo avute di occasioni
Perdendole, non rimpiangerle, non rimpiangerle mai



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