Passa ai contenuti principali

Che razza di amico! - Giovedì 29 Luglio


Gli amici si vedono nel momento del bisogno e, proprio in quella circostanza, Gesù era venuto meno. Si trovava lontano, preso da altre faccende, mentre Lazzaro aveva iniziato a stare male; avvertito delle sue condizioni divenute critiche, aveva indugiato prima di mettersi in cammino; infine, si era presentato troppo tardi, quando ormai quel poveretto era da tre giorni nel sepolcro.

"Se tu fossi stato qui...". Come non sentire nostre le parole di Marta? Come non condividere il suo rammarico. Noi per primi rischiamo continuamente di immaginare che l'amicizia con Gesù, il frequentarlo "abitualmente", rappresenti una sorta di parafulmine, che dovrebbe proteggerci dagli inconvenienti della vita. Da qui a leggere ogni disavventura, ogni sconfitta e sofferenza, come un segno dell'abbandono di Dio il passo è breve.

«Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Altri avrebbero lasciato prevalere la rabbia, si sarebbero scagliati con violenza contro quell'amico che aveva fatto mancare il suo aiuto proprio quando sarebbe servito maggiormente. Marta, invece, sa che nulla è perduto, eppure ha bisogno che Gesù la aiuti a comprendere che Dio agisce al di là dei tempi e dei modi che noi immaginiamo.

«Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno». Le parole di Gesù aprono orizzonti nuovi; ci liberano dall'ossessione di voler difendere a tutti i costi, con le unghie e con i denti, questa vita che sentiamo inesorabilmente sfuggirci di mano, che sembra consumarsi giorno dopo giorno. Egli è venuto per donarci la vita vera in abbondanza. Essere suoi discepoli equivale a sapere che niente potrà strapparci dalla mano di Dio, nessun male potrà separarci da Lui; vivere come suoi amici significa comprendere che chi vive in comunione con Lui, donando la propria vita per amore, la ritroverà in pienezza. «Credi questo?»

______

Non lasciarli adesso no, che non li sorprenda la morte

NEI GIARDINI CHE NESSUNO SA - RENATO ZERO 

https://youtu.be/NL72j6nUYuY

______

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 11,19-27


In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.

Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».

Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno».

Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».



Commenti

Post popolari in questo blog

La parola migliore è quella non detta - VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE)

Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Di fronte alle accuse, all'ingiustizia e alla meschinità di quegli uomini, decise che era giunto il momento di mettere a tacere le parole e rimanere in silenzio. Mentre Pilato lo interrogava e le folle gridavano sempre più forte, mentre si alzava la voce dei capi del suo stesso popolo che volevano a tutti i costi ottenere quella condanna, la più ingiusta che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto, non disse più alcuna parola. Quanto pesa questo silenzio, quanto ci scandalizza il silenzio di un Dio che non strepita né urla di fronte al male, che non si scaglia con violenza contro l'ingiustizia, che sembra non combattere per opporsi alla crudeltà e pare scegliere invece di deporre le armi. Ancora oggi il silenzio di Dio di fronte al grido di dolore di un'umanità oppressa dal male, sfinita, confusa e disorienta...

Il mio profilo migliore - V DOMENICA DI QUARESIMA (Anno B)

  Ormai lo conoscevano proprio tutti. Tanti lo avevano cercato, molti lo avevano guardato da vicino, alcuni da lontano, altri lo avevano osservato solo di nascosto. Ognuno si era portato via un’immagine: il guaritore, il predicatore, il maestro, il mangione e beone, il santone, l’amico delle prostitute e dei pubblicani, il folle, e chi più ne ha più ne metta. Ne era perfettamente consapevole Gesù, tanto che un giorno, a metà tra l’incuriosito e il perplesso, domandò ai suoi discepoli: «la gente, chi dice che io sia?» (Mc 8,27). Le risposte furono le più varie: la reincarnazione del Battista o di Elia, un grande profeta, e chissà cos’altro venne fuori… Sul momento se la cavò meglio Pietro; ma dopo poco si scoprirà che anche lui aveva idee piuttosto confuse. Ora ci risiamo, gli chiedono di “posare per l’ennesima fotografia”. Alcuni stranieri si rivolgono a Filippo e avanzano una richiesta: «vogliamo vedere Gesù». Beh, stavolta non è il caso di lasciarsi sfuggire l’occasione. Nie...

Arrabbiato da morire - Mercoledì 30 Giugno

Erano venuti fuori dai sepolcri, ma si erano portati la morte nel cuore. Quei demoni che avevano reso schiavi i due uomini incontrati da Gesù rappresentavano un grande pericolo per gli altri, ma anche per se stessi. La loro era una furia cieca, una rabbia incontrollabile.  Avevano iniziato spaventando e assalendo i passanti, diventando per loro un ostacolo insormontabile lungo il cammino, al punto "che nessuno poteva passare per quella strada"; finiranno col distruggere un'intera mandria di porci che, a causa loro, si getteranno "giù dalla rupe nel mare" e moriranno affogati nelle acque. Nel mezzo si scagliano anche contro Gesù: «che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». Sembra che incontrare Gesù per chi è pieno di rancore e di odio, per chi è schiavo del male, sia un vero tormento. Fino a quando riesci a tenerlo lontano, puoi anche continuare ad abitare tra le tombe, nei luoghi della morte; puoi provare a nasconderti dietr...