Passa ai contenuti principali

Estranei in casa propria - Venerdì 30 Luglio


Sentirsi stranieri nella propria patria, estranei in casa propria... deve essere sicuramente una delle sensazioni più faticose da vivere. Il peso del l'ostilità e del pregiudizio paiono insopportabili, non soltanto perché scopriamo di non essere riconosciuti lì dove ci dovremmo sentire in famiglia, oppure accolti lì dove ci hanno visto crescere, ferisce profondamente. Ciò che ci mette al tappeto è essere colpiti quando pensiamo di trovarci al sicuro, di essere tra amici. 

È quando abbassi le difese che i colpi subiti fanno più male. 

Non deve essere stato facile neanche per Gesù ritrovarsi a diventare motivo di scandalo per i suoi compaesani. E pensare che (se solo avesse voluto) nessuno più di Lui avrebbe potuto soddisfare le attese di quella gente che conosceva alla perfezione, come le proprie tasche. Nessun altro meglio di Gesù avrebbe potuto catalizzare e capitalizzare il loro consenso. 

Ma Gesù sceglie un'altra strada, sa bene che è necessario andare in in tutt'altra direzione. Egli non si lascia imprigionare dai condizionamenti e dalle attese altrui; non diventa schiavo del consenso negato o condizionato. Nonostante l'atteggiamento della sua gente lo sorprenda e, in qualche misura lo ferisca, malgrado la meraviglia, Gesù rimane libero per annunciare un Dio che sceglie le vie dell'umano (il suo essere falegname, figlio, fratello...) per rivelare se stesso al mondo. 

_______

Torno a casa e fa festa solamente il mio cane

POTEVI FARE DI PIÙ - ARISA

https://youtu.be/BNPN2qH_yTE

_______

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 13,54-58


In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.



Commenti

Post popolari in questo blog

UNA CONOSCENZA PERSONALE -Giovedì 17 Febbraio 2022

Gesù continua a porre domande ai suoi discepoli. Vuole aiutarli a lasciare emergere dubbi e certezze, attese e paure… insomma tutto quanto abita i loro cuori. Quei pensieri hanno bisogno di venire alla luce per essere purificati, cioè guardati con chiarezza e, quindi, verificati. La domanda di oggi è chiara e diretta: «Ma voi, chi dite che io sia?». Non è un caso che a rispondere sia Pietro, proprio colui il quale più tardi affermerà: «Non conosco quest'uomo» (Mc 14,71). Lo stesso a cui, infine, il Maestro chiederà: «Mi ami?» (Gv 21,15). Ma non era ancora quello il tempo per una domanda tanto impegnativa. Non si può amare chi non si conosce davvero. Non è un caso, infatti, che spesso l’amore entri in crisi (e per qualcuno addirittura svanisca all’improvviso) quando si scoprono aspetti inediti delle persone che ci stanno accanto e si finisce per pensare di non conoscerle affatto. Ma quali sono i passaggi da effettuare, quali gli elementi fondamentali che è necessario acquisire p...

La parola migliore è quella non detta - VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE)

Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Di fronte alle accuse, all'ingiustizia e alla meschinità di quegli uomini, decise che era giunto il momento di mettere a tacere le parole e rimanere in silenzio. Mentre Pilato lo interrogava e le folle gridavano sempre più forte, mentre si alzava la voce dei capi del suo stesso popolo che volevano a tutti i costi ottenere quella condanna, la più ingiusta che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto, non disse più alcuna parola. Quanto pesa questo silenzio, quanto ci scandalizza il silenzio di un Dio che non strepita né urla di fronte al male, che non si scaglia con violenza contro l'ingiustizia, che sembra non combattere per opporsi alla crudeltà e pare scegliere invece di deporre le armi. Ancora oggi il silenzio di Dio di fronte al grido di dolore di un'umanità oppressa dal male, sfinita, confusa e disorienta...

ESPRIMI UN DESIDERIO - Venerdì 4 Febbraio 2022

«Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Di fronte a una promessa del genere, la figlia di Erodiade appare quasi confusa, disorientata. A prima vista potrebbe sembrare davvero strano che potendo chiedere tutto (quasi si trovasse davanti al genio della lampada), lei non sappia esprimersi e abbia bisogno di rivolgersi alla madre. Erodiade invece sa bene come sfruttare quell’occasione, non mostra esitazioni. La donna dimostra di non avere per niente a cuore il bene della figlia, ma di cercare solo il proprio interesse, anche quando perseguirlo significa chiedere la testa di un’innocente.  Se tuttavia riflettiamo meglio, ci renderemo conto che spesso anche noi siamo disorientati, perché non conosciamo a fondo ciò che davvero è bene per la nostra vita, facciamo fatica a comprendere con chiarezza e a dare un nome a ciò che portiamo nel cuore, confondiamo bisogni e desideri. A volte avvertiamo un vero e proprio conflitto interiore e rischiamo di las...