Non mi ritengo un esperto di notti in bianco; fino a qualche tempo fa non mi era mai capitato di fare veramente fatica ad addormentarmi. Ad essere onesto, credo proprio che l’idea di restare sveglio anche di notte mi facesse un po’ paura. Per questo consideravo una vera fortuna quella di aver ricevuto in sorte un sonno “facile” e per di più “pesante”, profondo. Se il giorno era affollato da mille occupazioni e preoccupazioni, pieno di incertezze e tentennamenti, di rimpianti e paure, non vedevo l’ora che arrivasse sera per lasciare che l’oblio del sonno mettesse in pausa i pensieri. Forse potrei dire che, per qualche tempo, anche io sono stato tra quelli che « hanno amato più le tenebre che la luce » , perché mi regalavano l’illusione di poter mettere a tacere quelle inquietudini cui io stesso faticavo a dare un nome. Ma prima o poi arriva per tutti, ed è arrivato anche per me, il momento di sperimentare come talvolta il buio della notte non basti a far calare il sipario su ciò che s...