Passa ai contenuti principali

Post

Silenzi imbarazzanti - Mercoledì 20 Gennaio

La paralisi più grave non riguarda un handicap fisico, ma la durezza del cuore di chi è schiavo del proprio orgoglio e si nasconde dietro scandalosi silenzi, perché è incapace di mettere in discussione le proprie idee, anche quando sono palesemente contraddette dalla realtà.  Gesù non riesce a trattenere l'indignazione nei confronti di chi, per questioni di principio, è capace di perpetrare un'ingiustizia evidente.  Egli non può che provare profonda tristezza verso chi, pur di non ammettere l'errore, rifiuta di compiere un bene possibile.  E io, da che parte sto? Sono capace di indignarmi di fronte all'ingiustizia oppure rimango paralizzato dall'orgoglio e mi perdo dietro questioni di principio? Qual è la regola del mio agire: l'omertà, carica di opportunismo e convenienza, oppure la carità, fatta di franchezza e libertà?  _____________________ Mc 3,1-6  In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavan...

Dove il cuore riposa e i piedi camminano - II DOMENICA DEL TERMPO ORDINARIO (ANNO B)

Sarà che in questa vita «siamo di passaggio, come nuvole nell’aria», ma pensare di poter trascorrere un’esistenza intera senza mettere radici sembra davvero un’assurdità. Di certo, ciascuno potrebbe narrare un’infinità di esperienze disastrose e tentativi andati a male, eppure nel cuore di ogni donna e di ogni uomo resta sempre vivo il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo, un posto dove sentirsi a casa. In effetti, il modo proprio, specifico, in cui l’essere umano vive nel mondo è quello dell’abitare, come ebbe a dire il filosofo tedesco Martin Heidegger. L’abitare non è semplicemente uno fra i tanti comportamenti che assumiamo, ma è un’esperienza irrinunciabile, capace di rendere più umana la nostra vita. Eppure è come se ultimamente avessimo disimparato a farlo, senza nemmeno essercene accorti. Avere un alloggio, un luogo dove riporre in maniera più o meno ordinata le proprie cose «e chiudere la porta per lasciare il mondo fuori dalla stanza», infatti,   non signific...

Uno di noi - BATTESIMO DEL SIGNORE (anno B)

È tutta una questione di prospettiva! Forse è davvero così visto che spesso le situazioni cambiano, assumono sfumature e significati molteplici e talvolta contrapposti, in base al modo in cui le osserviamo. «Da che punto guardi il mondo tutto dipende». Pare così anche per il Battesimo di Gesù che chiude il tempo liturgico del Natale. Accostato alle solennità che abbiamo appena celebrato sembrerebbe quasi dissolversi, nel consegnarci un Gesù già adulto che prende immediatamente il posto del dolce Bambinello di Betlemme. Se guardato invece dalla prospettiva dei 30 anni di vita ordinaria trascorsi a Nazaret, il Battesimo assume d’un tratto ben altra rilevanza. È l’evento che chiude una lunga fase di attesa e di preparazione, il momento che dà avvio alla vita pubblica e alla missione del Figlio di Dio. Se a noi, esperti di lockdown   in attesa di metterci alle spalle quanto prima questo periodo di restrizioni e fatiche, una lettura del genere potrebbe non dispiacere, mi pare di pote...

Chi cerca trova... ma poi cerca ancora - EPIFANIA DEL SIGNORE (ANNO B)

E ve rybody is looking for something , tutti sono in cerca di qualcosa. Cantavano così gli Eurythmics qualche tempo fa, riuscendo ad esprimere in modo efficace una condizione che ci segna e ci accomuna. Ciascuno di noi vive in ricerca, è animato da un desiderio che muove l’esistenza verso qualcosa o qualcuno di cui avvertiamo la mancanza e che vorremmo raggiungere. È la condizione propria dell’uomo: chi smette di desiderare, smette anche di vivere. Se questo è vero, appare allora quasi paradossale accorgersi come spesso ci capiti di avvertire il desiderare come una condizione alquanto scomoda e di immaginare come auspicabile la situazione di chi, raggiunti i propri obiettivi, può trovare pace nel possesso di quanto ha conquistato e godersi ciò che ormai gli appartiene. Erode è immagine di questa pretesa che però non tarda a rivelarsi illusoria ed è destinata a crollare rovinosamente. Egli, che è re, si ritrova ad essere schiavo della paura di perdere tutto. Il terrore lo paralizza,...

Il sole all'improvviso - II Domenica dopo Natale (anno B)

C osa accadrebbe se qualcuno decidesse di fare irruzione in camera nostra mentre dormiamo beatamente, aprendo di colpo le finestre per lasciar entrare il sole all’improvviso? Probabilmente la nostra reazione non sarebbe delle più pacate. Di certo saremmo tutt’altro che felici di un risveglio così e non solo a causa del torpore che ci prende nelle mattine invernali. Il passaggio brusco dal buio alla luce non potrebbe che infastidire i nostri occhi. «C’è troppa luce dentro la stanza», per dirla con Coez, meglio infilare la testa sotto le coperte e trovare rifugio lì. Al variare dell'intensità della luce, infatti, le pupille dei nostri occhi si dilatano o si restringono naturalmente, ma quando questo avviene in maniera troppo repentina l’occhio non ha il tempo di abituarsi e avverte fastidio, quasi dolore. Ecco che la reazione istintiva diventa quella di chiudere le palpebre, distogliere lo sguardo o addirittura coprirsi il volto, per evitare che anche solo un riflesso di quel bagl...

L'Infinito tra i miei desideri - Maria Santissima Madre di Dio (ANNO B)

P rendere o lasciare. Pare non ci siano alternative a questo ultimatum che accompagna la nostra vita e non riguarda soltanto le occasioni da cogliere al volo, ma anche le tante esperienze che in un modo o nell’altro ci segnano. Perfino tra queste ci sarebbe qualcosa da tenere e altro che invece andrebbe cancellato e dimenticato il più in fretta possibile. Il passaggio verso un nuovo anno è spesso occasione propizia per sintesi e bilanci. Stavolta sembra ci sia ben poco da riflettere: secondo un’opinione piuttosto diffusa c’è davvero poco da salvare di questo 2020, meglio buttar via tutto! In effetti, proprio il capodanno è accompagnato nella tradizione popolare da numerosi riti propiziatori che esprimono la pretesa di liberarsi da ciò che è vecchio. Tra questi è nota l’abitudine, alquanto pericolosa, del lancio dalle finestre dei cocci vecchi. Piatti, bicchieri e stoviglie varie vengono gettati in strada proprio allo scoccare della mezzanotte, per simboleggiare un profondo desideri...

Era una vita che ti stavo aspettando - Santa Famiglia (anno B)

C’è un tempo per ogni cosa, è la sapienza biblica ad insegnarlo (cfr Qoelet 3). Ma quanto dura questo tempo, di cui a volte ci sentiamo padroni ma che spesso ci rende schiavi, chi può mai dirlo con esattezza? Nonostante esista un tempo cronologico che possiede di certo una sua oggettività e può essere misurato in giorni e ore, minuti e secondi, nessuno può negare che viviamo attimi che sembrano interminabili e giorni interi che invece scorrono via fin troppo rapidamente. Come avranno vissuto Maria e Giuseppe i nove mesi di una gravidanza così fuori dagli schemi? Quali emozioni avranno abitato il loro cuore mentre cullavano tra le braccia quel bambino lontani dalla propria casa, dovendosi accontentare della precarietà di un alloggio di fortuna? Come sarà stato per Simeone ed Anna attendere una vita intera? Come avranno vissuto quel tempo? A noi che rischiamo di essere perennemente fuori tempo, perché bloccati dai rimpianti del passato, appiattiti su un presente senza orizzonte oppure pr...