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Hai rovinato tutto! - Martedì 31 Agosto

In Gesù, Dio incrocia la vita dell'umanità in una maniera davvero sorprendente. Egli non si limita a dettar legge (la sua parola è autorevole, mai dispotica),  non pretende soltanto di giudicare l'operato altrui ["non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo" (Gv 12,47)].  Gesù attraversa città e villaggi, ne percorre le strade, insegna nelle sinagoghe, entra nelle case... Desidera che a tutti gli uomini e a tutte le donne venga annunciata la buona novella. Sembra proprio che in Lui trovi conpimento l'aspirazione sempre presente (in maniera esplicita o implicita) nel cuore di ogni uomo: vieni Signore!  Eppure, troppe volte, il nostro appello, la nostra preghiera affinché il Signore si manifesti e si renda presente nella nostra vita non corrisponde a una effettiva disponibilità del cuore ad incontrarlo e accoglierlo nella verità. Molto spesso chiediamo che il Signore venga semplicemente per confermare i nostri progetti, per consolidare i nostri ...

Passando in mezzo - Lunedì 30 Agosto

"Tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno". Quelle parole di Gesù rappresentavano già di per sé una grande provocazione, ma risultavano ancora più dure perché uscite proprio dalle sue labbra. Lui che era "di casa", veniva a raccontare di un Dio che non fa preferenze, che non è di parte, che non si schiera a prescindere a difesa di alcuni, che non si preoccupa prima dei suoi e lascia solo le briciole agli altri. Un Dio che addirittura, spesso e volentieri, preferisce gli stranieri, gli esclusi, i dimenticati da tutti. La reazione di quella gente svela il principio che regola la loro vita: l'esclusione. "Lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù". Dio, invece, non opera mai per escludere. Il suo desiderio e il suo agire sono sempre orientati all'inclusione. Mentre quegli uomini cercano di tenere Gesù "fuori", di scacciarlo dalla loro vita, dalla sina...

La paura trasforma ogni cosa in disgrazia - Sabato 28 Agosto

Nella vita di ciascuno esistono dei dati che sono oggettivi, incontestabili (alcuni eventi accadono) e altri, invece, soggettivi (ognuno vive le situazioni e le interpreta in modo differente). Nella parabola narrata da Gesù ai suoi discepoli c'è un fatto che accomuna i tre servi (la partenza del padrone per un lungo tempo e l'affidamento dei suoi beni), ma c'è anche qualcosa che li contrappone in maniera netta (il modo in cui essi vivono il tempo dell'assenza). Mentre i primi due vivono quell'esperienza in maniera creativa e responsabile, mostrando impegno e coraggio, il terzo servo lascia che siano la pigrizia e le preoccupazioni a prendere il sopravvento. Saranno stati per lui giorni interminabili e carichi di angoscia, notti in bianco passate nell'attesa del ritorno del suo signore. Da dove nasce la paura che lo attanaglia e rende impotente? Forse pensa di non essere abbastanza amato e stimato dal suo padrone (in fondo, ha ricevuto meno dei suoi compagni), op...

Piccole, insostituibili, cose - Venerdì 27 Agosto

Il segreto della felicità sta nelle piccole cose! Quante volte lo abbiamo sentito dire, quanto spesso ce lo siamo ripetuti... eppure sembra che questa consapevolezza stenti a radicarsi in noi stabilmente.  Nonostante tutti, in un mondo o nell'altro, facciano esperienza diretta di quanta pace e serenità possa entrare nell'animo proprio attraverso le cose più semplici della vita, di quale gioia ineguagliabile possano regalarci anche solo il sorriso di una persona cara o il contemplare la bellezza del creato, pare che la nostra attenzione venga spesso rapita da ben altro. Continuiamo a cedere all'illusione che la qualità della nostra vita dipenda da ciò che è straordinario (diverso dall'ordinario) e, per questo, rischiamo di dare per scontato ciò che invece rappresenta un tesoro inestimabile.  Le fiaccole delle vergini sagge possono ardere perché quelle ragazze avevano preparato con cura l'olio in piccole quantità e lo avevano portato con sé. Non grandi recipienti, ma ...

Il tempo dell'assenza - Giovedì 26 Agosto

Che strano il Dio di Gesù Cristo! Ci saremmo aspettati che fosse sempre vigile, pronto a controllare ogni nostra mossa; lo avremmo immaginato perennemente sul pezzo, attento a giocare costantemente d'anticipo; avremmo creduto di trovarlo pronto a bacchettarci al primo passo falso... e invece, nulla di tutto questo. L'Onnipotente lascia l'iniziativa agli uomini e si fida di loro; l'Onnisciente è capace di ascoltare, non fa il saputello e non impone (ma semplicemente propone) la sua Verità; l'Onnipresente sa farsi da parte e si rivela tutt'altro che presenzialista. Sembrerebbe quasi un Dio esperto di ritardi e di assenze... un padrone che tarda ad arrivare, che non si fa trovare lì dove dovrebbe essere, che non interviene in tempo per evitare guai. Eppure, proprio l'esperienza della "lontananza" diventa una preziosa opportunità per smascherare l'ipocrisia di chi cambia il proprio comportamento a seconda che si senta controllato oppure no. Il serv...

L'apparenza inganna - Mercoledì 25 Agosto

Si fa presto a puntare il dito, anche Gesù ci va giù pesante... ma avete mai provato a immaginare quanto possa essere complicata la vita di scribi e farisei? Tutta quella smania di dover apparire a tutti i costi irreprensibili, l'ansia di dover nascondere ogni imperfezione, la fatica di provare (almeno in pubblico) ad osservare alla lettera tutte quelle prescrizioni della legge da cui essi sembrano far dipendere non soltanto la salvezza, ma la stessa dignità di una persona. E tutta questa fatica solo per potersi sentire migliori di qualcun altro: quanta tristezza!  Non è lo sforzo di osservare la legge che viene condannato, il problema sta da tutt'altra parte.  Il vero guaio è che tanti tanti tra noi, proprio come scribi e farisei, si sono aggrappati alla religione per sentirsi più giusti, per provare a ripulire la propria immagine, per darsi un tono, per conquistare una credibilità che altrimenti non avrebbero mai avuto, per essere guardati con ammirazione da chi, fino a un a...

Lo chiamavano: sincerità - Martedì 24 Agosto

Deve aver proprio tirato un bel sospiro di sollievo Gesù, quando vide quell'uomo "che gli veniva incontro". Abituato com'era ad avere a che fare con scribi e farisei, dottori della legge e capi del popolo, professionisti dell'ipocrisia, incontrare Natanaèle dev'essere stata una sorta di boccata d'ossigeno: «ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Non saprei immaginare complimento più gradito. Nessun inganno, nessuna doppiezza... se il nome esprime (secondo la cultura semitica) l'essenza della persona, allora Bartolomeo avrebbe potuto chiamarsi a ragione proprio così: sincerità! Capita anche a noi (con troppo facilità, purtroppo) di ritenerci estremamente sinceri, di considerarci una sorta di mosca bianca in un mondo segnato dalla falsità. Ad uno sguardo più onesto, però, ci accorgiamo che il più grande vanto è quello di dire sempre la "nostra" verità; quella che sbandieriamo con tanta fierezza ai quattro venti e che, molto spesso, ...